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Masseria Storica Pilapalucci

PILAPALUCCI

MASSERIA

Nel cuore del Romanico Pugliese

LA MASSERIA

L’antica corte dei cavalli, il mastio, la torre per i piccioni viaggiatori, gli alti muri di pietra fanno pensare a duri cavalieri ma anche ad una nobildonna come Maria Amalia D’Urso, la caritatevole e ricchissima signora dei “maritaggi”, che tre secoli fa assicurò la dote a centinaia di fanciulle povere.

Oggi questa masseria, oggetto di un restauro condotto secondo rigorosi criteri conservativi, è diventata una dimora di charme con un’ospitalità che non ha intaccato l’essenza specifica del luogo.

OLTRE 500 ANNI DI STORIA DI FAMIGLIA

L'attuale proprietaria è l' Avv. Emilia D'Urso, coordinatrice del Presidio di Slow Food "Mandorla di Toritto".

Una grande azienda agricola biologica, vocata a pratiche ecologiche di conduzione rispettose dei severi disciplinari di Slow Food, circonda l'antica struttura in pietra. Gli interni della masseria si caratterizzano per gli archi in pietra e le volte a botte, sculture apotropaiche, passaggi dalla forma arcana e simboli di culto tramandati per generazioni. Varcarne la soglia porta ad essere immersi in un'atmosfera impregnata di sapori antichi, austeri e raffinati ma pieni di calore domestico, di gusto e personalità.

Emilia D'Urso

La proprietaria

Appassionata del territorio, avvocatessa, una specializzazione in pianificazione presso la Facoltà di Economia di Bari, corso di perfezionamento in Ecologia presso la Facoltà di Scienze Agrarie Uniba, trova la sua vocazione nel recupero della tradizione di famiglia incentrata sulla conduzione dell’antica Masseria litica e della coltivazione dei mandorleti e degli uliveti.

Fondatrice e referente del Presidio Slow Food “Mandorla di Toritto”, si ispira alla filosofia agraria di Carlin Petrini applicando alle sue terre processi sostenibili di produzione  e promuovendo, nell’ambito del progetto Terra Madre, relazioni internazionali in particolare con alcuni paesi dell’Asia centrale, luogo d’origine del Prunus dulcis.

Ha seguito una passione per il genius loci, una particolare emozione per l’area della pre-Murgia, zona di passaggio di culture e civiltà. I Normanni, gli Svevi, agli Angioini, gli Aragonesi, gli Spagnoli hanno nei secoli modellato un paesaggio agrario quasi unico dove il calcare della murgia incontra l’humus dell’antico bosco di Toritto, una delle perdute meraviglie botaniche dell’Italia Meridionale, formando il terroir ideale per i mandorli.

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